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laMARea

come distrugge crea

Mare mare

22.7.06

È dal 1995 che vado al mare sempre nello stesso posto. Prima
ci andavo con i miei genitori poi ho iniziato ad avere gli “amichetti”. Con gli
anni i veri amici non ci sono più tornati ma comunque passavano a trovarmi qualche giorno. Assomigliava di più ad un aperitivo delle mie vacanze. Quelle vere venivano dopo. Perciò rimanevo volentieri con i miei, da sola.
Il mio grande amico di sempre sarà là ma domani i miei partono senza di me. Vabbè non è che mi abbandonano come un cane in autostrada ma sento una sensazione strana. Sono persona legata ai riti chè mi fanno sentire in equilibrio. So che domani avrò un po’ di nostalgia. E non saprò che farci.
Martina

Per carità qualcuno lo guardi

13.7.06

Da un paio di settimane la Nostra Rete trasmette un nuovo serial. Blind Justice.
A casa mia ogni sera, per parecchie settimane, ne vedevamo la pubblicità. Poliziotto cieco che riceveva sgambetti dai colleghi, attraversava la strada con il suo cane, immobilizzava un rapitore al buio. Il suo mondo. Un grande coraggio.
Diciamo che alla trentesima pubblicità abbiamo iniziato a provare compassione il poveretto, partecipavamo delle sue sventure, dopotutto nel promo c’era il suo capo dipartimento che diceva – Lo terremo, ma non ci dovrà causare problemi!–.
Arriva la sera del debutto. Vediamo l’ennesima pubblicità. Io dovevo uscire quella sera, mamma era stanca e sarebbe andata a letto di lì a poco. Non vederlo sembra un affronto alla miseria umana.
Mio padre è solo di fronte alla richiesta di mia madre – Maurizio, lo guardi tu vero?-
Papà si è sciroppato i primi tre episodi. Per carità …

Sinistro

5.7.06

Un mesetto fa ho incontrato sulla mia strada lo specchietto laterale sinistro della gentile signora N’Gbo, parcheggiata sul marciapiede.

Tutto si sarebbe potuto risolvere con una semplice manovra: gli avvocati delle rispettive assicurazioni, constatazione amichevole alla mano, si mettevano d’accordo verbalmente per un concorso di colpa.
Invece no:
mi chiedono di falsificare la constatazione amichevole
arriva la prima lettera dell’assicurazione
arriva lettera “minatoria” dell’avvocato
chiamo il mio avvocato e chiedo se possiamo mandare anche noi una lettera minatoria
lettera del liquidatore che mi chiede per l’ennesima volta dov’è si è svolto il fatto
visita del perito che si deve fare 40 chilometri per venire a vedere che sul mio specchietto c’è solo un graffio. (rovinai di più la macchina quando grattai lo specchietto sul portone del mio garage)
mio padre riceve una lettera dove viene citato come testimone (ero in macchina da sola)
telefonata all’avvocato della mia assicurazione. Mi sento dire che telefonerà all’avvocato della gentile signora N’Gbo e tendenzialmente decideranno per un concorso di colpa.

Tutti questi passaggi potevano essere evitati.
La somma di tutti questi passaggi spiega perché paghiamo così tanto di assicurazioni.
E poi non mi conveniva scappare?

And all that I can see is just a yellow lemon-tree

3.7.06




Sono passati dieci anni.
Gonnellina gialla a fiori, passavo tra i tavoli della sala da pranzo.
Ci hai mai pensato che stavamo in un albergo in Versilia che aveva il nome più nordico e freddo che si può immaginare? Rialto Suisse.
Ti avevo visto sai, sul lungomare. Mangiavi un gelato da solo e portavi una camicia gialla.
La canzone della nostra estate era Lemon Tree.che fine hanno fatto i Fool's Garden.
Poi c’era David, il tedesco. La Bice che veniva dal paese di Pinocchio.
Panariello era all’inizio e ridevamo ancora delle sue battute.
E delle mie. Firenze, Viale dei millecentoquarantadue, è il tuo indirizzo giusto?
Ogni anno ci siamo rivisti al mare, anche se ci stava sempre più stretto.
Tu quest’anno ci ritorni. Soffia un vento strano, come di Maestrale. E la Bice è solo l’ombra di quello che era nel 1996.
Noi ci sentiamo un po’ meno. Ma in fondo vuol dire che và tutto bene.
Visto che un certo agosto di qualche anno fa mi chiamavi due volte al giorno e piangevi per lei.
Lei che ha fatto con te quel che poi ho provato anche io con lui.
Se fossimo vicini sai come ci divertiremmo in quattro?
In questi mesi ha parlato il mio silenzio. Ma lo so che proprio per questo tu sai che sto bene.
Lo sai che sono un po’ una fantasticona, come per la storia del libro che dovevamo scrivere.
Aspettavo questo decimo “anniversario” per stare almeno un giorno al mare con te.
È da ridere che proprio quest’anno io non venga. 1996-2006 e io non ci sono.
Buffo non trovi?
Dici che non sono più la Martina di una volta?

CAT

29.6.06



L’anno scorso mi laureavo in proprio in questo periodo.
Nella mia testa non esiste il concetto di “perdita di tempo”.
E anche se qualcuno può pensare “Ma chi te l’ha fatto fare di laurearti così presto, che sei su una strada?” Certo, a volte potevo prendermela meno, potevo rallentare, tirare il freno a mano. Ma non sono fatta così. Ma io penso che quest’anno non lo scorderò mai. Per tante ragioni.
Forse le cose che ho fatto sono state diluite nei mesi trascorsi ma ora qualcosa di fisso che mi rassicura ce l’ho. Non sarà il massimo ma sono orgogliosa di averlo.
Non ho preso un anno sabbatico. Di certo ho dovuto rimettere in discussione la mia smania di perfezionismo.
Un Catterpillar che ha trovato un muro davanti, la sua stessa decisione.
E ora sento le campane che suonano.
Qualcuno chiede il conto. Non che me lo abbia chiesto veramente qualcuno.
È solo la mia testa che ripensa agli impegni presi parlando con le persone più disparate.
Spero di mantenerli.

Più stato, più gnam gnam

26.6.06

Stare ai seggi per il referendum è stato un po’ come rimanere sotto vuoto spinto per due giorni. Quando sono rientrata pensavo: “Questa è veramente casa mia? Forse ho sbagliato cancello?”. “Ho ancora il ragazzo?”. Come mi chiamo?”. Non è che ai seggi ci si ammazzi di fatica ma come per molte cose statali, ci si rincitrullisce. Almeno si rincitrullisce chi crede di avere un suo stile di lavoro.
Oggi c’era la partita alle cinque e nella mattinata di domenica i miei colleghi di seggio mi avevano avvertita: “Sei la segretaria di seggio giusto? Mi raccomando, dobbiamo finire i verbali entro le cinque perché gioca l’Italia”. Ma sai a me cosa me ne frega dell’Italia quando potrei passare le mie due ore d’oro in Questura per un errore di compilazione?
C’era un regolamento ma tutti se ne fregavano. Di solito le schede devono essere estratte e il voto proclamato ad alta voce dal presidente di seggio. Noi le abbiamo versate tutte sul tavolo e ognuno faceva il suo pacchettino di sì o di no.
Io sono di centro sinistra. C’erano dei membri esterni che controllavano le procedure. Loro sono della lega nord Ma io per una volta nella vita sarei stata dalla loro parte: “Ma siete matti? Vedete cosa vi stiamo combinando sotto gli occhi?”. Nessun broglio per l’amor di Dio ma per carità… un po’ di ordine!
E poi la cosa che mi manda più in pappa il cervello è che nelle “cose statali” quello che può fare una persona da sola, alla fine lo fanno in tre, o multipli. Attaccare un manifesto, appiccicare un pezzo di scoth, andare a prendere una biro. Sempre in tre! Avevo sempre dietro qualcuno che mi controllava. Fa vai a farti un giro!
Ripeto, sono di centro sinistra e sono stata ai seggi ma taglierei i posti statali e quelli nei seggi elettorali.
Parentesi sul mio seggio. Presidente e vice perfetti, competenti. La scrutatrice fa la commessa del supermercato. Non stava zitta un momento, camminava con le tette di fuori e la testa da Mussolini ma era cieca come una talpa e aveva il culo grosso. Si vantava perché grazie al suo posto nel mondo conosce tutto il paese e perché è fidanzata con un tizio che lei reputa bellissimo invece sembra la brutta copia di ciò che erq un tempo. Secondo scrutatore: latin lover del paese. Vanta liason amorose con zitelle e pluri vedovate da anni. Ha raccontato tutte le sue storiacce dalla prima all’ultima senza mai avere il dubbio che a noi delle sue prestazioni sessuali non poteva fregare granchè. Lascio alla fine Mister simpatia. Finanziere di turno al seggio. Romano. Ha detto che ha fatto un corso durissimo per entrare in GDF. Le sue materie preferite?Scienze ambientistiche e diritto politico. What?
GDF e cassiera usciranno a cena insieme stasera…

Martina… la vostra segretaria di fiducia.

Se sei contenta tu

23.6.06

A costo di sembrare la solita infastidita da tutto e da tutti mi voglio esprimere.
Va bene, ognuno di noi ha diritto alla propria privacy ma io ho il diritto di non sapere cose che non mi interessano. Treno Milano-Varese. Nel sedile dietro di me c’è una ragazza. Quando salgo sul treno alle 14.15 sta parlando al telefono con la voce squillante. Mi siedo e cerco di leggere. Non riesco ad isolarmi mentalmente. Cerco di dormire, non ci riesco. Ascolto.
Parla con l’amica Elli. È contenta ha passato un esame d’inglese commerciale. “Ma la professoressa è stata di un’antipatia... Mi ha detto – signorina, lei non sa chi sono io- e chi sarà mai dico io? Gesù Cristo. Poteva firmare il registro con il nome Gesù Cristo in persona. Ma sono contenta così è un anno che preparo questo esame. Però mi ha chiesto il sinonimo inglese di licenziare e io c’ho pensato su un po’, non mi veniva in mente. Credimi Elli quella prof è veramente una che se la tira. Ma sono contenta così è un anno che preparo questo esame”
E la conversazione è andata avanti per 20 minuti in cui la ragazza ha ripetuto sempre le stesse cose. Giuro. Sempre le stessi. Elli di qua, Elli di là.
Poi all’altezza di legnano prima di mettere giù il cellulare dice: “Ciao Elli, ci vediamo tra poco”. Vuoi vedere che si è messa a raccontare per 30 minuti quel suo stralcio di vita con una tonalità vocale da coretto dell’Antoniano, quando poteva benissimo aspettare di scendere dal treno per raccontare del suo cavolo di esame all’amica?
Come dicevo, mette giù e… trac, altra telefonata. “Roby, come stai? Ho fatto l’esame…” e via ancora a raccontare per 10 minuti della prof stronza, di Gesù Cristo e del sinonimo inglese di licenziare. Poi cambia registro e da lì capisco che Roby è un lui, il suo Lui. “Ti ho comprato un regalo, fammi le domande che io rispondo, perché se te lo dico io che regalo è? No. No. Fuochino. Sì amore proprio quello, quello che ti piaceva tanto.” Seguono convenevoli di normale amministrazione. E poi dice “No, io con te da Linate non sono mai partita. Siamo partiti 2 volte da Orio al Serio, 3 da Malpensa. Linate mai, sono andata solo con i miei genitori quando avevo 10 anni e mi han fatto vedere gli aerei che decollavano. Sono sicura che noi insieme non siamo mai partiti da Linate.”
Ci credo, con una così lui avrà preso l’aereo da Linate con un’altra!
Poi mette giù. Tutto a un tratto si fa telegrafica“Ciao Mamma, non torno per cena. Sto a casa di Elli”.