Prima o poi la farò. Prima parte.

Ho deciso. Prima o poi lo farò. Scriverò una guida, tipo la Michelin, ma non per i ristoranti. Per i bagni. Ogni ragazza saprà di cosa parlo: arrivi in un posto, che sia un luogo di villeggiatura o che altro e la prima cosa che pensi è –devo assolutamente andare in bagno-. Mobiliti tutti, tutti devono seguirti, interrompono ogni programma, saltano le coincidenze del treno. L’amica volonterosa fa finta di aver bisogno a sua volta del bagno e fa code chilometriche alle toilette con te. Gli uomini di solito assecondano senza troppi commenti, anzi a volte ti leggono nel pensiero –hai bisogno del bagno suppongo…-. Così ti metti in coda con addosso tutto, borsa a tracolla, e speri che una volta entrata troverai almeno un cavolo di gancio per appendere il tutto e che la carta igienica ci sia e non sia per terra. Puoi contare solo su te stessa quando entri, l’amica infatti entra nel bagno accanto subito dopo di te perché i bagni di solito sono pari e si liberano quasi sempre nello stesso momento. Ma di solito l’amica è più veloce di te, esce in fretta e lavate le mani se ne va, giustamente. Ma se per tua disgrazia qualcuno da fuori si appoggia al muro e ti spegne la luce… hai voglia a comunicare con l’esterno quando hai davanti una porta che sembra un blindato della banca. A me prende sempre una grande rabbia poi quando guardo che la coda maschile si smaltisce molto in fretta. Mi viene anche voglia di andarci. Ma poi dico –e se ci sono i vespasiani?-. Una volta l’ho fatto è stato tremendamente pericoloso, camminavo come un gambero guardando il soffitto…
Martina
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