Prima o poi lo farò. Seconda parte

Esistono delle categorie sia per le persone che per i bagni. Iniziamo con le persone.
Quelli che invidio di più li definirei vescica-d’oro. Sono capaci di stare in giro diciotto ore e andare in bagno una sola volta. Sono per lo più uomini, in giovane età o perlomeno senza problemi di prostata. All’università stanno tranquillamente al loro posto e aspettano il turno dell’esame orale senza ansia pre-interrogazione. Noi donne invece almeno mezz’ora prima dell’esame dobbiamo andare, e se calcoli male i tempi è piuttosto imbarazzante perché il rito è obbligatorio e magari ti capita di tornare esattamente mentre il professore dice il tuo nome.
Il secondo gruppo potrei chiamarlo dei sì ma non troppo. Vanno al bagno quanto basta, sanno rinunciare e antepongono il programma dei compagni di viaggio ai propri bisogni elementari. Del tipo –vado in bagno quando vanno gli altri- si decide tutto in comitiva.
Del terzo gruppo faccio parte io. I pipì addected. Bagno prima di iniziare una visita al museo e prima di uscire dal museo. Dopo essere scesi dal treno e prima di risalirci. Prima del film e soprattutto prima di uscire di casa. Della serie, vogliamo stare tranquilli, non sia mai di trovarsi in Piazza San Marco a Venezia quando proprio ti scappa la pipì e non riesci a muoverti perchè i no global fanno casino.
Martina
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