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laMARea

come distrugge crea

And all that I can see is just a yellow lemon-tree





Sono passati dieci anni.
Gonnellina gialla a fiori, passavo tra i tavoli della sala da pranzo.
Ci hai mai pensato che stavamo in un albergo in Versilia che aveva il nome più nordico e freddo che si può immaginare? Rialto Suisse.
Ti avevo visto sai, sul lungomare. Mangiavi un gelato da solo e portavi una camicia gialla.
La canzone della nostra estate era Lemon Tree.che fine hanno fatto i Fool's Garden.
Poi c’era David, il tedesco. La Bice che veniva dal paese di Pinocchio.
Panariello era all’inizio e ridevamo ancora delle sue battute.
E delle mie. Firenze, Viale dei millecentoquarantadue, è il tuo indirizzo giusto?
Ogni anno ci siamo rivisti al mare, anche se ci stava sempre più stretto.
Tu quest’anno ci ritorni. Soffia un vento strano, come di Maestrale. E la Bice è solo l’ombra di quello che era nel 1996.
Noi ci sentiamo un po’ meno. Ma in fondo vuol dire che và tutto bene.
Visto che un certo agosto di qualche anno fa mi chiamavi due volte al giorno e piangevi per lei.
Lei che ha fatto con te quel che poi ho provato anche io con lui.
Se fossimo vicini sai come ci divertiremmo in quattro?
In questi mesi ha parlato il mio silenzio. Ma lo so che proprio per questo tu sai che sto bene.
Lo sai che sono un po’ una fantasticona, come per la storia del libro che dovevamo scrivere.
Aspettavo questo decimo “anniversario” per stare almeno un giorno al mare con te.
È da ridere che proprio quest’anno io non venga. 1996-2006 e io non ci sono.
Buffo non trovi?
Dici che non sono più la Martina di una volta?
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